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Arcevia Jazz Feast, Stefano Zenni, Marcello Piras, Marco Agostinelli e Massimo Manzi per il MuStruMu

Questa volta non saremo brevi.
E' così che la mattina del 4 novembre scopriamo che il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria è andato in cenere: dal ticker di facebook, grazie a un post di una delle nostre allieve siciliane che linkava un articolo di un quotidiano online locale. Apprendiamo che uno dei gioielli culturali italiani è stato vittima di un incendio molto probabilmente doloso (sono stati trovati in loco un piede di porco e una tanica di benzina), e che della generosità del dottor Demetrio Spagna, suo fondatore e foraggiatore di reperti (alcuni dal valore realmente difficile da stimare) di molte epoche e molte provenienze attraverso anni di viaggi, è stato fatto fumo. Clicca per immagini dell'incendio Lo staff del MuStruMu non si è perso d'animo neanche per un attimo. Immediatamente sono state ideate iniziative e appuntamenti per pulire gli strumenti, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'accaduto e per coinvolgere i cittadini nella rinascita del MuStruMu. Ma notando che l'informazione non si mobilitava, abbiamo deciso di contribuire ai loro sforzi inviandogli immediatamente la nostra solidarietà, invitando i nostri amici a fare altrettanto e cercando di diffondere tramite i nostri canali social la notizia dell'accaduto con tamtam e campagne partecipative. Finalmente poi anche repubblica.it ha prodotto un articolo e un'iniziativa partecipativa, creativa e simpatica, e speriamo che presto si uniscano anche molte altre testate.
Per quanto riguarda noi, siamo stati profondamente colpiti dall'avvenimento. E' difficile accettare che in Italia, proprio in Italia, che come spesso ormai molti di noi hanno ripetuto è la culla di molte delle forme d'arte, ci sia ancora spazio per queste forme di ignoranza. Siamo convinti infatti che solo l'ignoranza o una grande avversione per l'emancipazione, l'evoluzione e la pace che soltanto la cultura e l'erudizione possono portare, possono togliere le inibizioni che proibiscono di compiere atti simili. Il fatto che per una rivalsa di non si sa ancora quale natura, un luogo di cultura e aggregazione sociale e sede di iniziative di grande qualità debba subìre un tale colpo, è perciò segnale che nel nostro Paese esistono ancora troppe sacche di arretratezza nel processo di educazione e formazione degli individui.
Inoltre, troppo frequenti diventano ormai gli atti di scoraggiamento di qualsiasi entità contro l'iniziativa culturale: da parte delle istituzioni (che si tratti degli sconsiderati provvedimenti legislativi presi in questi ultimi anni; della scarsa tutela - o addirittura indifferenza - per le iniziative come quella del MuStruMu; oppure del subdolo tentativo di instillare il dubbio, lo scoraggiamento e la sfiducia in quanti ancora credono nell'istruzione e nella giustizia come forze di pace), paraistituzioni (mafie, massonerie, sistemi economici come banche e imprese multinazionali) o persino cittadini stessi.
Tuttavia, come dice il nostro presidente Samuele Garofoli, se la cultura comincia ad avere nemici, se qualcuno ci teme al punto da desiderare tanto fermarla, significa che siamo sulla strada buona. E così abbiamo deciso di fare su questa strada altri due passi avanti: organizzare iniziative di sensibilizzazione e di raccolta fondi, e interpellare voci amiche (e molto più che autorevoli) del panorama musicale, musicologico ed etnomusicologico.
Lasciamo dunque a loro la parola.
 
Marco Agostinelli - Le Nove muse erano figlie di Zeus e di Memnosine, cioè del principio creatore e della memoria. Il termine "museo" riguarda proprio la conservazione della memoria della cultura e dell'ingegno umano. La Musica è un concentrato di cultura, che investe le scienze, le arti, la letteratura, insomma una sintesi del sentire dell'uomo, nel paradigma della propria epoca. È il conservare questa memoria in modo vivo, e la condivisione di questa memoria, che ci rende più intensamente uomini, e fa progredire il pensiero e lo sviluppo umano, verso la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.
Lo statuto dell'International Council of Museums lo definisce «un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto». La legge italiana ha ristretto queste finalità nelll'articolo 101 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 a «struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio» togliendo le finalità di comunicare, educare e dilettare, ambiguamente mettendole dentro a “educazione e di studio” dando così l'assenso all'interpretazione elitaria della possibilità di visione e studio di beni che appartengono a tutti. Atteggiamento che ha contribuito allo sfacelo delle numerose istituzioni museali chiuse al pubblico per mancanza di fondi, facendo giacere beni preziosissimi in umide casse di sotterranei edifici. Si riescono sempre a reperire fondi per pagare paghe e buone uscite di funzionari pubblici truffaldini e inefficienti, ma non si trovano soldi per aiutare strutture che avrebbero la finalità di migliorare la cultura dei cittadini e quindi la loro qualità della vita. Bruciare gli oggetti del "gioco" della Musica è un' azione vile, che dimostra lo stato di abbrutimento culturale di un Paese che si è occupato in questi anni di un vuoto e assente sviluppo industriale, più che di migliorare la qualità del pensiero dei propri cittadini. Alcuni musei in questi anni, se pur con mille difficoltà, hanno provato a cambiare questa direzione aprendo alle scuole, ai gruppi culturali e alle associazioni l'accesso allo studio e alle performance che vivificano e possono diventare l'anima di un museo. Di questo si occupa da anni il Museo di Reggio, con le sue attività di studio dell'etnomusicologia vivificate da seminari, incontri, concerti, che ricostruiscono le tradizioni e cultura del nostro paese, in una bellissima terra, la Calabria ricca di tradizioni, lingue, musiche e strumenti, che si ricongiungono alla Magna Grecia e quindi alla Mousikè. Il museo qui è un posto vivo, che è motivo di crescita per i giovani, di aggregazione e di riscatto sociale, in una regione martoriata dalle piccole mafie del sud potenziate dalle grandi mafie del nord, che, nel nome dell'interesse, hanno devastato aree di questa meravigliosa regione.
Io occupandomi di strumenti a fiato, sono colto da una profonda tristezza nel vedere le foto di questo scempio, ma anche da un sentimento di orgoglio e di speranza nel vedere giovani che si curano del recupero e del restauro di questi beni, di tutti noi.
Per quanto mi riguarda dò piena solidarietà a Demetrio Spagna e Pasquale Mauro, verso i quali, anche se non li conosco personalmente, sento gratitudine per il lavoro che hanno svolto in questi anni e stanno svolgendo in questo difficile momento, e destinerò le offerte raccolte nei miei prossimi concerti al Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria.
 
Marcello Piras - L’incendio doloso del Museo dello Strumento Musicale può avere tante cause. Ma quali che esse siano, rivela il malessere che la cultura sana suscita oggi in molte persone ignoranti. Sarebbe ora di chiedersi perché. In un certo senso tutti "hanno cultura", nel senso che appartengono a una qualche cultura, alta o bassa, locale o globale, di cui condividono valori, principi, gusti, atteggiamenti mentali, e anche suoni. Sì, suoni, perché nessuna cultura della specie biologica Homo sapiens è mai stata priva di musica. Chi ha dato fuoco al MuStruMu appartiene dunque a una cultura musicale, preferisce questa canzone a quella, canta o fischietta qualcosa. Non può non farlo. Eppure odia la musica altrui, al punto da dare fuoco ai suoi segni materiali.L’unica spiegazione possibile è che persone così provengano da una cultura malata, avvelenata, perversa. Una cultura che dice "Ignorante è bello", e quindi "A morte il colto". Essi ne sono oscuramente consapevoli, e odiano vedere che altri si riconoscano in una cultura musicale buona, fatta di curiosità, apertura al mondo, voglia di sapere. Dato fuoco al museo, si sono allontanati soddisfatti come un imbecille dopo un dispetto. Il fatto stesso che esistano culture malate che odiano altre culture significa che l’epoca del relativismo culturale è finita per sempre. Non tutti i poeti sono geni come in Ecce Bombo. Bisogna insegnare e trasmettere certi valori, non altri, perché vi sono valori migliori di altri, culture migliori di altre.Il compito del nostro tempo è non solo individuare e far vincere i valori giusti, ma anche capire chi ha voluto e diffuso la barbarie della sottocultura di massa. Se no, non potremo mai disarmarlo.
 
Stefano Zenni - Gli strumenti musicali sono una delle forme più sofisticate di tecnologia umana. Antichissimi, nati forse insieme al pensiero umano, non solo esprimono un dominio della natura (comprendere le leggi dell’acustica, manipolare le materie prime ecc.) ma soprattutto manifestano il bisogno di dominare ed espandere la mente, i pensieri, le emozioni, il linguaggio. Sono un raffinato strumento comunicativo. Questi artefatti, che in un museo appaiono solitari nelle loro teche, sono stati creati per esprimere i propri pensieri e per connettere le persone, per legarle sul piano delle esperienze e delle emozioni. Se l’incendio del Museo degli Strumenti di Reggio Calabria è stato doloso, forse confusamente gli attentatori - che evidentemente non ascoltano la musica, o ne ascoltano di pessima - si rendevano conto di colpire le relazioni tra persone. La reazione della città e delle persone esprime invece una piena consapevolezza che gli strumenti musicali sono uno dei beni più preziosi che abbiamo: ci permetto di esprimere quello che siamo e vogliamo essere proiettandoci ben oltre i limiti delle parole. 
Alcuni strumenti
 
Massimo Manzi - Una delle risorse mai pienamente sfruttata dell'Italia migliore: i costruttori di strumenti musicali . Artigiani di talento con alle spalle una grande tradizione e un bagaglio di "know-how" che il mondo ci invidia . Famiglie che da anni, da generazioni in alcuni casi, si tramandano l'arte di dar vita agli strumenti, a volte in piccole strutture simili alle vecchie "botteghe", a volte in più organizzate e complesse strutture di carattere industriale, supplendo con entusiasmo e passione alla scarsa considerazione di uno stato che sembra avere sempre "altro" di cui occuparsi, e che già ha fortemente penalizzato questo settore costretto spesso a rinunciare alla creazione di manufatti a favore di un' importazione dei soliti prodotti orientali di qualità e prezzo meno elevati… L'incendio del Museo di Reggio C. è un insulto non solo alla musica ed a chi la pratica in generale, sia a livello hobbystico che professionistico, sia come momento culturale che di legittimo svago, ma anche a tutta una categoria di lavoratori che vedono umiliare da individui ottusi ed ignoranti una delle migliori espressioni del genio nazionale. Occorre una reazione ferma decisa e consapevole all'espandersi di questo agire nichilista e subito. Io ci sono.  
 
La partecipazione massicciaOra siamo (stavolta piacevolmente) colpiti e commossi dalla reazione dei cittadini di Reggio Calabria, che hanno partecipato in maniera massiccia alla passeggiata sonora di questo sabato 16 novembre "Suona Reggio, Suona!" invadendo le vie della città con qualsiasi strumento, come invitava a fare il Notiziario di Suona Reggio, Suona!...«anche mal suonato»! Questo ci dà un'ennesima conferma, in un frangente tanto scoraggiante, di quanto la musica sia un mezzo culturale potente nell'unire, nel fare cultura, nel progredire e nel rivoluzionare. Sempre che qualcuno di noi e di voi sia mai riuscito davvero, nel suo profondo, ad avere dubbi in proposito...
 
Per aiutare il Museo dello Strumento Musicale potete mobilitarvi in molti modi:
- scrivere messaggi direttamente sulla bacheca fb del Museo o twittare la vostra solidarietà (@muStruMu)
- partecipare alla nostra campagna "Il Museo risuona. Risuona il museo - Cambia la tua cover photo!" e cambiare la vostra cover photo
- condividere e diffondere la notizia
- aderire all'invito di repubblica.it di mandare "6 secondi di concerto" (trovate l'indirizzo nell'articolo sopralinkato)
- aderire all'invito del Museo di mandare "20 secondi di musica" per la loro campagna Instagram "Suona Reggio, Suona!"
- rimanere informati sulle prossime campagne che il MuStruMu organizzerà ed eventualmente, se vi va, partecipare 
- inventarvi qualcosa voi!
In più, c'è anche un'altra possibilità: domenica 8 dicembre terremo una serata di beneficienza presso la sede dell'associazione Confluenze di Senigallia! Jam session, cena, gireremo almeno un video da 20 secondi da inviare all'Instagram del Museo, sorprese... Prestissimo tutti i dettagli! E chiunque fosse interessato a collaborare all'organizzazione e/o volesse inviare messaggi con idee per la serata, lo faccia liberamente scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Faremo quanto è in nostro potere per coordinarle e realizzarle!
A presto!
 
Grazie a tutti

Dopo la splendida edizione 2016, vi aspettiamo ad Arcevia Jazz Feast 2017
dal 30 luglio al 6 agosto! Una tradizione consolidata e un appuntamento immancabile con i seminari estivi Arcevia Jazz Feast.

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